Si potrebbe dire perfino che ne è piena la Galassia supponendo che ce ne sia solo una ma siccome è un dato di fatto che non ci si è fermati a pochi pianeti, una galassia e un quarto di via lattea diremo che di SuperEroi ce ne sono quante sono le stelle nel cielo, di questo cielo, e questo può bastare.
Rimaniamo sulla terra poichè è qui che sta la maggior parte dei lettori e ci si domanda a volte, pur sapendo di non avere risposta, da quanto tempo e da quante vite si è lettori su questo mondo e chissà quanti SuperEroi in tutto questo tempo si è incontrati, dite il vero alcuni, ma forse la maggior parte, neanche sapevate che lo erano. E' difficile riconoscerli.
Infatti succede spesso che per una ragione o per l'altra i SuperEroi spariscano per un pò dalla circolazione. Chi dice che sia perchè non reggano la pressione del ruolo, per ricaricare le batterie in attesa di nuove avventure, chi ha l'animo amareggiato parlerà della poca riconoscenza della gente, qualcuno dirà che se ne sono andati perchè diventati matti, il risultato finale è che li si chiama ma la voce non trova orecchio.
Si è qui a raccontare la storia di uno di questi SuperEroi, chiamato SuperLancio per ciò che è stato, non è dato sapere il motivo per cui se ne sia andato, forse per tutti i motivi citati sopra o forse per nessuno di questi, forse è tornato a stare in uno dei mille mondi che si diceva prima, siamo tutti dei viaggiatori, o forse è rimasto qui perchè la sua missione ancora non è finita, la verità è che si raccontano solo delle storie per chi ha la voglia di leggerle, ma poichè in quanto narratori ci è data la possibilità, diciamo anche noi la nostra e se avessimo 2 lire in tasca le punteremmo sul fatto che sia uscito di scena cercando di trovare la sua strada.
Si sa che questo è in fondo il persorso di ognuno e che ci sia riuscito o meno ora non ci è dato saperlo, forse lo scopriremo nei prossimi racconti se ci sarà data l'opportunità di raccontarli.
A voi cari lettori so per certo che SuperLancio sia mancato, forse è mancato anche a lui che nessuno abbia raccontato più delle sue gesta.
Che sia arrivata la volta buona di una seconda stagione?
Erbetta erbettina
piccina piccina ora io ti intisano nell’acquetta con la mano, giro un poco il
mestolino e ti filtro col colino, nella tazza io ti piazzo va che qui mi credon
pazzo, penso infatti che hai i poteri di guarir il mal di ieri, preservarmi nel
presente sia nel corpo che nella mente, e il futuro è tutto rosa se ti recito in
prosa, poi ti bevo in un sol fiato e non sarò mai più ammalato.
Finì di recitare la filastrocca e subito dopo si mise a sorseggiare
quell’intruglio di 487 erbe medicinali sapientemente miscelato dall’erborista
sotto casa. Batman sentì la presenza di qualcuno alle sue spalle. Non si sa
come mai ma la presenza di qualcuno alle spalle la si percepisce sempre. E’ più
facile che non ci accorgiamo di chi ci fissa per mezzora a 3 palmi dal naso, ma
guai se qualcuno ci sta dietro.
Si girò con la velocità del battito d’ali di un colibrì e vide
SuperLANCIO che lo fissava con le braccia conserte e le gambe ben salde a
terra.
Ma che idiozie
vai blaterando Bat?
Super devi troppo
starmi ad ascoltare, siediti per favore e fammi parlare prima che il medicinale
si freddi e che perda il suo effetto.
SuperLANCIO si sedette quasi interessato per queste nuove scoperte in
campo medicinale, ma in cuor suo e per la sicurezza nazionale sperava che
nessuna nuova teoria medica fosse stata ideata dal genio incompreso del
pipistrello.
Nessune nuove
teorie, Super, disse il pipistrello
Cosa fai mi leggi
nel pensiero? Ribattè il SuperEroe?
Sei un gran
maestro, lo devo ammettere.
SuperLANCIO odiava le lusinghe, ma queste erano puri sentimenti di
stima e gratitudine e allora andavano bene.
Il pipistrello continuò
Ti ho mai
raccontato di quando, da bambino, sono stato al mio primo funerale? Ero così
piccolo che non avevo mai visto una persona morire. Non ne avevo mai neanche
sentito parlare. Mi dissero “Andiamo alla messa” e io ci andai. Tutti intorno a
me piangevano disperati per la perdita. Io non capivo ancora il perché di
questo comportamento, ma andai verso la persona che piangeva di più e mi feci
prendere in braccio. Mi misi a piangere anche io con tutti loro. A distanza di
parecchi anni ad ogni funerale che vedo mi scende una lacrima e mi intristisco
un pochetto. Lo faccio per rispetto a coloro che ci lasciano. So che li
rincontreremo tutti prima o poi e questo mi allieta. Mi hanno insegnato a
vivere in modo che, al mio funerale, tutti piangano ed io sia l’unico a
sorridere, perché vorrà dire che avrò lasciato un bel ricordo di me a chi resta
qui e che in fondo la mia vita qui sulla terra è stata ben spesa.
Sono d’accordo
con te, affermò il SuperEroe.
Sono appena
tornato da un funerale, disse Batman, e mi
sento ancora un po’ scosso. Così mi sono messo a prepararmi un infuso di queste
erbe che ho trovato nella credenza.
Ah le erbe
miracolose intendi? Chiese SuperLANCIO
Ma allora lo
sono, vedi che avevo ragione?
No non lo sono,
ti prendevo in giro, ammise sorridendo SuperLANCIO,
però esiste una teoria per cui, se tu credi fermamente in una cosa, essa si
avvera, è il principio su cui si regge l’Effetto Placebo.
L’Effetto che? Chiese interessato il pipistrello.
In pratica se succede
che tu stai male o ti senti triste, come in questo caso, e sei fermamente
convinto che una tisana ti faccia passare tutto perché usi erbe miracolose,
anche se di miracoloso non hanno nulla, ma tu non lo sai e le bevi e succede
che ti fanno passare tutto, allora è vero che le erbe sono miracolose.
Ma non è che
funziona solo con i matti questa cosa vero? Chiese preoccupato il pipistrello.
Ma no, è una cosa
normalissima e, allo stesso tempo, potentissima, perché sostanze innocue dal
punto di vista medicinale, hanno un effetto curativo più potente di un
barattolo di nutella da 500 grammi.
Un po’ come
CatWomen per me? Ogni volta che penso a lei sto bene e sono felice e pieno di
forze. Super, dici che lei è il mio Effetto Placebo?
Credo di si Bat, rispose SuperLANCIO.
Vorrei vederla
Super, anche solo per 1 minuto, sono convinto che la mia tristezza svanirebbe
istantaneamente.
E fu così che SuperLANCIO insegnò al pipistrello l’arte della
visualizzazione mentale a distanza.
Devi concentrarti
come non hai fatto mai Bat, scavare nel tuo profondo e trovare le energie vibrazionali
imperturbabili imperscrutabili dell’essere, cancellare ogni pensiero e liberare
la mente. Solo così potrai andare in ogni posto in cui vorrai essere.
Vorrei andare da
CatWomen ora, disse il pipistrello.
Libera la mente e
trova la strada che ti conduce a lei, sostenne
pedissequamente come se fosse antani SuperLANCIO.
Fu così che il pipistrello si rintanò nel posto più tranquillo e
meditativo di questo mondo per esercitarsi nella nuova arte appena appresa
Si sentì subito raggelare il sangue nelle vene non appena ebbe
consapevolizzato che da quel posto non si sarebbe potuto alzare lindo e
immacolato come quando si era seduto, ma ogni problema basta a se stesso e bisogna
affrontarli uno alla volta e a momento debito.
Si concentrò solamente su CatWomen. Già si sentiva leggero e felice
quasi fosse una nuvola di gas fuoriuscita da un qualsiasi orifizio.
Ebbe a fare innumerevoli tentativi prima di riuscire a visualizzarla come aveva visto fare a SuperLANCIO con la Befana, ma alla fine riuscì
a scovarla.
Come in un sogno, come in quel sogno, la cercava
nell’oscurità della sua mente. Ma questa volta la torcia la illuminava per
intero. Era là, davanti a lui. La vedeva bene ora. Non osò avvicinarsi di più
che per quella prima volta poteva bastare.
Restò imbambolato a guardarla per una ventina di minuti. Stava
scoprendo le potenzialità della sua mente e ne rimaneva sempre più sbalordito.
E in tutto questo si accorse di amarla ogni momento di più.
Purtoppo per lui tornò troppo presto nel suo corpo.
Il problema della pulizia, precedentemente rimandato, si è ripresentato
ora più forte e prepotente che mai, ma a noi questo non interessa. Lasciamo
Batman seduto a meditare dove sta.
Del resto dobbiamo occuparci di una cosa molto più importante. Dobbiamo
ricordarci delle erbe medicinali. Dobbiamo prenderle, farne un infuso, berlo e
stare bene pure noi. Dobbiamo credere che esse abbiano davvero poteri
miracolosi, dobbiamo farlo. Dobbiamo abituarci a farlo perché, quando ci
sentiremo davvero tristi o malati o depressi che sia, basterà solamente
odorarne l’aroma per farci tornare l’allegria e il buon umore.
Esiste un numero ricorrente in tutta la storia conosciuta dell’uomo,
che lo caratterizza nel profondo. Questo è il numero tre.
Si pensi, solo per citare un esempio, che l’entità “uomo”, inteso non
come sesso ma come genere, sia in realtà l’insieme di tre mondi.
Esiste il mondo materiale, detto reale, al quale l’uomo si interfaccia
con il suo corpo. I sensi, questa volta cinque e non più tre, ma solo perché
qualcuno di molto in alto ha pensato fosse meglio abbondare in questo caso che
non deficere, sono gli strumenti di cui siamo dotati per poter vivere in questo
primo mondo.
Ne esiste poi un secondo, detto immaginario ma non per questo meno
reale del primo, che è generato dalla mente. Ha la fantastica caratteristica di
essere non più grande di un normale cervello ma, a passarci una vita buttandoci
dentro cose, non si riuscirebbe a riempirlo neanche per metà.
C’è infine un terzo e più misterioso mondo, quello spirituale. Si basa
principalmente sulla fede e sulla speranza. Solo le anime più coraggiose hanno
il piacere di esplorarlo. Nessuna di queste, che se ne sappia, è mai tornata
lamentandosi di aver scoperto cose poco belle o poco interessanti.
Un essere umano in sane condizioni presenterà un sostanziale equilibrio
dei tre mondi e non si vivrà troppo in uno a discapito degli altri due.
Ogni mezzo d’interfaccia con i tre mondi, il corpo, la mente e l’anima,
prende il sopravvento sugli altri due in momenti distinti della giornata.
Durante le normali attività quotidiane, che siano lavorare o studiare o
camminare, il corpo è l’elemento dominante. Nei momenti di meditazione, di creatività
e immaginazione, di silenzio e solitudine o quando ci accingiamo ad
addormentarci, la mente prende il sopravvento e ci mostra un mondo
completamente diverso dal precedente. Niente sensazioni corporali, ma semplici emozioni,
pura energia.
Tuttavia, solo quando il sonno ristoratore s’impadronisce del corpo
addormentandolo e sottraendolo alla vita reale e, gia che c’è, addormenta anche
la mente facendola piombare, parlando in gergo elettronico, in stand-by con
acceso solo il led di segnalazione, solo allora il terzo mondo si palesa.
L’anima trascende e vaga in una dimensione misteriosa, che per
semplicità chiameremo la quarta dimensione, dove vive esperienze travolgenti.
Non avendo più il peso del corpo da portarsi dietro, né i limiti,
seppur vasti, imposti dalla mente, essa vaga in tutto il cosmo conosciuto e
non.
Vaga spesso solitaria. Vaga sola per non distrarsi e seguire il cammino
che si accinge a percorrere. Che cosa cerchi realmente nessuno lo sa, ma si
dice che sia l’anello di congiunzione tra l’essere umano, composto di questi
tre mondi, e l’altissimo. Che ci crediate oppure no questo non ha importanza,
ma quello che racconteremo ora è la prova che davvero tutto questo esiste.
In realtà non è poi così difficile sapere quello che fa l’anima nel suo
scorrazzare per la quarta dimensione, perché i racconti del suo viaggio sono
definiti dai nostri sogni.
Se poteste svegliarvi domani mattina, dopo il sonno ristoratore, e
ricordare tutto quello che avete vissuto nella quarta dimensione, vedrete cose
che non si allontanano da quelle che vi diremo ora.
Potrete vedere anime perse che vagano sulla spiaggia in cerca di un qualsiasi
segnale che le guidi verso la loro meta
Oppure anime che hanno già trovato la loro strada e che vi si buttano a
capofitto
Potrete trovare anime in trepidante attesa
oppure anime calme e goderecce che festeggiano con calici di inebriante
vino e musica seducente
Anime immerse nell’immenso
o attente ad ogni minimo dettaglio
Anime docili e tranquille
altre un po’ meno
Anime leggere
in pace coi sensi
che bastano a se stesse
e che cantano lodi come gli uccellini del cielo
Hanno tutte l’aspetto di donna perché così ha voluto chi le ha create.
Ma a un’anima in particolare noi volgiamo il nostro sguardo. L'anima di una micia.
Un’anima seria e responsabile che nasconde, sotto un’apparente calma di
autocontrollo e padronanza di sé, una particolare suscettibilità dovuta
all’eccessiva sensibilità. Un’anima paurosa di amare per paura di non essere ricambiata,
prudente nei sentimenti. Paziente. Per natura è diffidente e solitaria, ma
appassionata e fedele. Indipendente e determinata ma allo stesso tempo così
fragile. Si veste con una corazza di pelle borchiata e cerca sempre di dominare
gli altri e le loro scelte.
Quello che cerca è il rispetto. Apparentemente fredda e distaccata,
l’anima del gatto ha il fuoco sotto la banchisa.
Malgrado le sue innumerevoli qualità, talvolta anche lei percorre
strade che non sono le sue. A volte fallisce l'obiettivo, e paga, senza
lagnarsi, il prezzo dell'errore. Altre volte si allontana dal cammino, e perde
molto tempo per ritrovare la meta originaria.
Capita poi un giorno che, stanca del lungo camminare, si ferma a
riposare. E’ proprio in questo momento che, finalmente, il sogno le si palesa
in tutta la sua straordinaria magnificenza.
Un pipistrello la scova da lontano e le si avvicina piano piano,
cercando di non fare troppo rumore, per non spaventarla, perchè in un sogno l'amore viene con passi silenziosi.
Oh mia diletta, sei
qui. Non ho mai smesso di cercarti, non ho mai dubitato che un giorno ci
saremmo ritrovati.
L’anima di un gatto potrà anche perdersi in certi momenti, poiché conta
molto sulla sua buona fede, ma ha la particolarità che essa non si distrae
durante il cammino e coglie tutti i segni che le indicano di non essere sulla
strada giusta. Tornerà indietro alla scelta originaria e, finalmente, prenderà
la decisione giusta. Come disse un certo Kalhih Gibran, Ascolterò il linguaggio della tua anima, come la spiaggia ascolta la storia delle ond... Ma ma ma, Bat,
che minchia fai? Stai dormendo? Ma non ho ancora finito la lezione.
La lezione non era ancora finita per SuperLANCIO ma il suo discepolo
pipistrello si era addormentato.
La sua anima glielo aveva ordinato, si era gettata alla ricerca della
gatta dormiente.
Brancola nel buio ora, come un vero pipistrello.
Solo una torcia a strapparlo dall’oscurità più assoluta.
Dai SUPER ti
prego, vieni anche tu, dai dai dai!!!
Il pipistrello tentava in ogni modo di convincere il suo coinquilino
nonché maestro di SuperEroismo, a partecipare alla festa di ritrovamento.
Ritrovamento di chi? Ma di Le Bat, naturalmente.
Da quando era entrato in crisi ne è passato di tempo. Sembra ieri che
se ne sta ancora a casa sua a Gotham City. E oggi finalmente ci farà ritorno.
Nel mezzo di tutte queste vicissitudini
ricordiamo, per i lettori più distratti, il trasferimento a Lizun per stare più
vicino alla sua ex.
e a tutte le sue bugie per manipolarlo o, a detta della ex, per il
troppo amore.
Chi ha ragione non è dato sapere e a noi neanche interessa per il
proseguo del racconto.
Quindi la conoscenza, sempre da parte del pipistrello, di SuperLANCIO
proprio nel momento di maggiore crisi con la ex e il trasferimento definitivo a
casa del SuperEroe per Meglio riflettere sul senso della vita, parola di
pipistrello. E da lì in avanti tutto quello che abbiamo già detto.
Ma la nostalgia di casa alla fine torna sempre. Più che altro gli
mancava l’umidità, il buio e il frescolino della Batcaverna. E così il
pipistrello ritrovato, prima nell’umore e poi anche nel cervello e nelle cose
non più senza senso che fa, decise che era ora di scrollarsi definitivamente di
dosso la sua tristezza residua e dedicarsi unicamente ad attività creative,
formative ed entusiasmanti.
Per suggellare questo patto con la buona sorte aveva deciso di indire
una festa a casa sua.
Aveva invitato tutti i suoi amici, ma lo special guest era proprio il
SuperEroe di Lizun, SuperLANCIO appunto. Senza di lui in realtà non aveva tanto
senso festeggiare perché proprio grazie a lui il pipistrello è diventato quel
fantastico uomo uccello che è ora.
E va bene, ci
vengo.
IUPPI UAUUUUUU
AAUUU AU U, i miei amici saranno felicissimi di conoscerti, non faccio altro
che parlargli di te. Quindi non tardare, ti aspetto per le 20. Io comincio ad
andare avanti che devo preparare ancora tutto quanto ,disse il pipistrello.
Ma c’è Gotham City
sul navigatore? ,chiese SuperLANCIO.
L’espressione inebetita del pipistrello contrastava il cenno di assenso
del capo.
Per evitare ogni problema Bat gli spiegò la strada, a modo suo.
Il SuperEroe ebbe come la sensazione che non sarebbe mai arrivato a
destinazione.
Così Le Bat si avviò. Era appena passato mezzogiorno.
Dopo mangiato SuperLANCIO andò a farsi una di quelle penniche che tanto
amava fare quando era studente di SuperEroismo. Erano più i pomeriggi passati a
ronfare sul divano che quelli passati chino sui libri, ma si sa che non si
apprende bene se non nel benessere psico-fisico. Almeno questo era quello che ripeteva
ai suoi genitori che gli imprecavano contro.
E tu saresti il
SuperEroe che salverà il mondo dalla distruzione? AHAHAHAAHAHAH ,era solito ripetere il padre.
E’ sempre bello vivere in un ambiente stimolante.
Dopo essersi riposato si lavò e profumò abbondantemente, scese nei
sotterrani della sua abitazione e prese la fantastica Gialla. Cercò Gotham sul
navigatore.
Proprio come
pensavo, Gotham non esiste sulle mappe stradali. Mi toccherà seguire le
indicazioni di quel pipistrello dei miei stivali e... ma un attimo, io non ho
gli stivali, Damn.
Non fece più di 100 metri con la macchina e
un'immagine imbarazzante catturò la sua attenzione.
Accostò
Bat, che cosa
stai facendo con quel cartello in mano? Anzi no, non dirmi nulla, sali e non
parlare. anzi si, parla, dove cazzo sta Gotham?
Viaggiarono per un tempo imprecisato che va dai 5 minuti alle 18 ore e
mezza. Tanto ci vuole infatti per raggiungere Gotham City. Dipende chiaramente
dal mezzo con cui si va, ma soprattutto bisogna avere la mente libera e sgombra
da ogni pensiero per trovare la destinazione, altrimenti vagherete nello spazio
cosmico avvuoto per il resto della vostra esistenza.
Per fortuna SuperLANCIO aveva la fantastica Gialla, quindi ci mise solo
3 minuti.
Bat, ma che gente
c'è alla festa? insomma, come sono i tuoi amici?
Guarda,
ho proprio qui una foto con le faccedi tutti.
SuperLANCIO si incupì e rimase in silenzio per 10 minuti. I 7 minuti
rimanenti dai 3 che servivano per arrivare a destinazione lì spese continuando
a girare intondo all’ultima rotonda prima di arrivare alla BatCaverna.
Sono proprio
delle brave persone, vedrai, ti troverai bene , disse il pipistrello.
Sicuramente ,rispose il SuperEroe, anche se dentro di lui sospettava fossero tutti
dei Serial Killer.
In realtà erano proprio divertenti, ma questo lo scoprì solo qualche
ora più tardi, alla festa. E' proprio vero che spesso le nostre prime
impressioni sono sempre sbagliate perchè basate su stereotipi deviati appresi
quando ancora ci attaccavamo alla sottana della mamma.
Gira la prossima
a destra e siamo arrivati, disse il pipistrello
Finalmente arrivarono a destinazione. Le Bat schiacciò il pulsante dell'apertura temporizzata tarata con il fuso di marte basculante del box e i due entrarono con tranquillità nella BatCaverna.
Qui è tutto buio
Bat, minchia accendi qualche luce per favore, ho un po’ di paura, Bat, ti
prego, non guardarmi in quel modo.
Tranquillo
Super, ora accendo la luce.
CLICK
Un’orda di stranissimi personaggi stava giocando a tormentare un
pupazzo del pipistrello.
Siamo in ritardo,
i miei amici non sanno più come ammazzare l’attesa, disse il pipistrello a SuperLANCIO.
Minchia, speriamo
ammazzino solo quella, fu la catatonica
risposta di quest’ultimo.
BELLAAAAA ,fu l’urlo esultante del pipistrello rivolto ai suoi amici. Si
abbracciarono tutti insieme appassionatamente.
Dopo le presentazioni di rito la festa ebbe inizio.
Musica dance risuonava in tutta la BatCaverna, il miglior catering del
paese riforniva la tavolata di ogni bendiddio, fiumi di prosecchino
freschissimo si riversavano nei calici degli invitati.
Numerose esibizioni furono preparate per celebrare al meglio la
giornata.
L’apice emozionale fu raggiunto senza ombra di dubbio nel momento della
fantastica parata avvenuta nel vicino lago di Gotham city
Questa fu l’ultima immagine immortalata prima che il perno centrale
della figura, tale SuperMan, non cadde spiaccicando alla velocità di circa 200
mila milioni di nodi marini la faccia contro il pelo dell’acqua e lesionandosi
permanentemente la mandibola, facendo crollare la restante parte del triangolo
umano. Batman assomigliò così per il resto dei suoi giorni a tal Jocker, un
simpatico mattacchione, migliore amico del pipistrello. Altri eroi finirono poi
all’ospedale per accertamenti.
Ma la festa andò avanti lo stesso e tornarono quindi alla BatCaverna
dove si sviluppò il resto della serata.
Le Bat, che tanto amava la musica e il canto, si era fatto costruire
un’apposita sala ultra-insonorizzata dove era solito esercitarsi nei suoi
momenti di relax, senza dare fastidio alla fauna circostante.
Sulla parete opposta al palco vi era un fantastico murales
Le Bat e altri 2 simpatici amici si sistemarono al posto che, numerosi
anni prima, li aveva visti protagonisti nei peggiori bar di Caracas. The Heroes
si chiamavano, un band di periferia che voleva cambiare il mondo.
Cominciarono a suonare.
La gente, tutta d’un tratto, voleva andare via, ma non potè. All’ora
per alleviare la sofferenza di quella musica straziante, cominciarono a
buttarsi massicciamente sui cocktail. Simpaticissimi erano i cubetti di
ghiaccio che rinfrescavano la serata
Mentre la Band suonava, gli ospiti, uno alla volta, dovevano
immedesimarsi nel pipistrello
e cantare a squarciagola la sua canzone preferita, pena il tugurio, che
altro non era che vivere per un mese, appeso a testa in giù, nella BatCaverna
di Le Bat, insieme ai suoi amici pipistrelli. Il problema non era tanto la
difficoltà nel mangiare o nel bere o nel sangue che arrivava in testa, ma bensì nell’espletare i propri bisogni
corporali. Provate voi a fare pipì stando appesi a testa in giù. La gravità
verrà ad essere uno dei nemici più bastardi che abbiate mai avuto. E nessuno osi pensare a quel che potrebbe succedere con il mal di pancia.
Ormai nessuno lo controllava più.
Il pipistrello era l'uomo uccello più felice della terra e cercava di
coinvolgere tutti quanti con la sua straordinaria carica emotiva.
Loro però ancora non lo capivano completamente e così cercavano di
sfuggire alle sue dimostrazioni di affetto andando a ripararsi in qualsiasi
posto pensavano potesse tenerli al sicuro
In fondo, un abbraccio che male può fare?
Ah cari miei lettori, come sarebbe più bello il mondo se, alla fine,
anche solo per una volta, tutti insieme appassionatamente, decidessimo di
liberare la nostra mente da ogni blocco e godere realmente di ogni emozione.