"Mangi un pò di tutto e vedrà che starà bene."
Alzi la mano chi non si è mai sentito dire dal medico questa frase.
Una variante potrebbe essere: "Mangi sano e vedrà che le passerà il mal di pancia."
Mi pare più qualcosa del tipo: "Quando non sai chi colpire, spara nel mucchio, qualcuno lo prendi."
Che un medico dia dei consigli alimentari mi potrebbe sembrare strano, lui che nella sua formazione professionale non ha mai fatto mezz'ora di lezione di cultura dell'alimentazione. Sarebbe come se un prete dispensasse consigli su come dare piacere fisico ad una donna. Non che non ce ne siano in giro ma, quanti? uno su mille? e gli altri 999 come possono saperlo? e ci si può davvero fidare? Bisognerebbe poi chiedere conferma alle donne, almeno quelle che hanno testato, ma l'inchiesta diverrebbe estremamente lunga e dispersiva, soprattutto nella ricerca di quelle che hanno testato.
Rimanere sul vago poi quando un ammalato ha bisogno del tuo aiuto è da delinquenti. Non gli si può dire di "mangiare sano". Cosa significa? Esiste una qualche definizione condivisa? Sarebbe meglio almeno fargli un elenco di quello che si intende con la dicitura di "cibo sano": E' sano questo cibo e questo e quest'altro e non lo è quello e quell'altro. Questa sarebbe una cosa responsabile da fare da parte di un medico. Giusta non è dato saperlo, ma almeno è responsabile. Ma anche lì ci sarebbe chi protesterebbe: Che cosa è davvero sano e che cosa non lo è? Quello che è sano per uno può esserlo anche per l'altro? è una cosa fissa e inappellabile?
Io non ho queste risposte, so solo che come tutti si dichiarano allenatori durante i mondiali di calcio, così tutti sanno cosa voglia dire mangiare sano e ognuno ha la sua specifica definizione.
C'è chi mangia un pò di tutto, chi predilige la carne, chi il pesce, chi i formaggio, chi la verdura e chi la frutta. Ognuno secondo il suo personalissimo modo di pensare, ognuno convinto di rientrare entro le mura di questa indefinita definizione. E in fondo va bene così. Ognuno sa cosa sia meglio per lui.
Ecco quindi che quando il medico dice: "Mangi sano e starà meglio" ha detto tutto e non ha detto nulla.
"Posso quindi mangiare la nutella dottore?"
"Emh, si ma non più di una volta a settimana"
"Bene, perchè ho giusto il vasetto da mezzo chilo ancora integro che finirò entro sera perchè oggi è proprio il giorno della settimana dedicato alla nutella, e a me non va di lasciare le cose a metà, La ringrazio".
Va da sè che non è possibile definire univocamente cosa sia il "mangiar sano".
E allora come potrebbe fare un medico ad aiutare il suo paziente in maniera definitiva, univoca e consigliare la giusta alimentazione?
Esatto, ormai avrete capito tutti. La vera domanda a cui ognuno deve rispondersi non è più "Sto mangiando sano?" ma è:
"Sto cacando sano?"
Avete mal di pancia 3 volte a settimana? Siete sempre con la pancia gonfia malgrado il litro di Actimel che bevete a colazione? andate in bagno solo i giorni dispari a partire dalla seconda metà del mese? Vi brucia il culo ad ogni defecazione? cacate poltiglia? Ogni volta che siete in seduta rischiate un ictus da quanto spingete forte?
Se la risposta è Sì ad almeno una di queste domande allora il vostro concetto di "alimentazione sana" va un pò rivisto.
Non fate gli stupidi, qualche volta gli stronzi vanno almeno ascoltati.
Visualizzazione post con etichetta Salute. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Salute. Mostra tutti i post
7 ottobre 2014
11 giugno 2013
L'importanza dell'alimentazione: anche Gesù ne parlava
Riporto uno spezzone de "IL VANGELO ESSENO DELLA PACE" - Manoscritti originali scoperti e tradotti da Edmond Bordeaux Szekely!!!
Io non lo so, ognuno tragga le proprie conclusioni.
Così io vi dico: non uccidete né uomini, né animali e neanche il cibo che entra nella vostra bocca. Perché se mangiate cibo vivente quello stesso cibo vivificherà anche voi, ma se uccidete il vostro cibo quel cibo morto vi ucciderà, poichè la vita viene solo dalla vita e dalla morte viene sempre la morte. Infatti ciò che ha ucciso il vostro cibo ucciderà anche i vostri corpi; e tutto ciò che uccide i vostri corpi ucciderà anche le vostre anime. Perchè i vostri corpi diventano ciò che mangiate così come le vostre anime diventano ciò che pensate.
Quindi non mangiate nulla che sia stato distrutto dal fuoco, dal gelo o dall’acqua; perché i cibi bruciati, congelati o marci bruceranno, congeleranno e faranno marcire anche i vostri corpi. Non fate come il contadino sciocco che seminò semi cotti, congelati e marci; e quando venne l’autunno i suoi campi non produssero nulla e la sua miseria fu grande. Ma fate come quel contadino che seminò nel suo campo semi viventi i quali si moltiplicarono centinaia di volte. Dunque vivete solo con il fuoco della vita e non preparate i vostri cibi con quel fuoco della morte che uccide i vostri cibi, i vostri corpi e anche le vostre anime.
e ancora...
Tu non ucciderai — Perché la vita è data a tutti da Dio e ciò che Dio ha dato, l’uomo non può togliere. In verità vi dico, da una sola Madre proviene tutto ciò che vive sulla terra. Pertanto colui che uccide, uccide suo fratello. E da lui la Madre Terra si allontanerà e lo priverà del suo seno vivificante. I suoi angeli si allontaneranno da lui e Satana prenderà dimora nel suo corpo. E la carne degli animali uccisi diventeranno nel suo corpo la sua stessa tomba. Perché in verità vi dico, colui che uccide, uccide se stesso, e chiunque mangia carne di animali uccisi, mangia il corpo della morte. Poiché nel suo sangue ogni goccia dei loro sangue si trasforma in veleno; nel suo respiro il loro respiro volge in fetore; nella sua carne la loro carne in putredine; nelle sue ossa le loro ossa si trasformano in gesso; nei suoi visceri i loro visceri in disfacimento; nei suoi occhi i loro occhi in scaglie; nei suoi orecchi i loro orecchi in secrezioni cerose. E la loro morte diventerà la sua morte.
Io non lo so, ognuno tragga le proprie conclusioni.
Così io vi dico: non uccidete né uomini, né animali e neanche il cibo che entra nella vostra bocca. Perché se mangiate cibo vivente quello stesso cibo vivificherà anche voi, ma se uccidete il vostro cibo quel cibo morto vi ucciderà, poichè la vita viene solo dalla vita e dalla morte viene sempre la morte. Infatti ciò che ha ucciso il vostro cibo ucciderà anche i vostri corpi; e tutto ciò che uccide i vostri corpi ucciderà anche le vostre anime. Perchè i vostri corpi diventano ciò che mangiate così come le vostre anime diventano ciò che pensate.
Quindi non mangiate nulla che sia stato distrutto dal fuoco, dal gelo o dall’acqua; perché i cibi bruciati, congelati o marci bruceranno, congeleranno e faranno marcire anche i vostri corpi. Non fate come il contadino sciocco che seminò semi cotti, congelati e marci; e quando venne l’autunno i suoi campi non produssero nulla e la sua miseria fu grande. Ma fate come quel contadino che seminò nel suo campo semi viventi i quali si moltiplicarono centinaia di volte. Dunque vivete solo con il fuoco della vita e non preparate i vostri cibi con quel fuoco della morte che uccide i vostri cibi, i vostri corpi e anche le vostre anime.
e ancora...
Tu non ucciderai — Perché la vita è data a tutti da Dio e ciò che Dio ha dato, l’uomo non può togliere. In verità vi dico, da una sola Madre proviene tutto ciò che vive sulla terra. Pertanto colui che uccide, uccide suo fratello. E da lui la Madre Terra si allontanerà e lo priverà del suo seno vivificante. I suoi angeli si allontaneranno da lui e Satana prenderà dimora nel suo corpo. E la carne degli animali uccisi diventeranno nel suo corpo la sua stessa tomba. Perché in verità vi dico, colui che uccide, uccide se stesso, e chiunque mangia carne di animali uccisi, mangia il corpo della morte. Poiché nel suo sangue ogni goccia dei loro sangue si trasforma in veleno; nel suo respiro il loro respiro volge in fetore; nella sua carne la loro carne in putredine; nelle sue ossa le loro ossa si trasformano in gesso; nei suoi visceri i loro visceri in disfacimento; nei suoi occhi i loro occhi in scaglie; nei suoi orecchi i loro orecchi in secrezioni cerose. E la loro morte diventerà la sua morte.
Ubicazione:
Gerusalemme, Israele
15 luglio 2012
Ampeloterapia - La cura dell’uva
Aveva i boccoli
biondi e pareva un puttino. Vendemmiava e beveva mosto. E si sforzava di apparir
normale.
La predilezione
che avevo per il frutto della vite ancora mi accompagna. Forse il Re dei
frutti. Se non il Re, almeno la Regina oppure uno dei Principi o Principesse, ma non scendiamo oltre.
Non è passato poi
molto da quando abbiamo venduto il vigneto. Perchè lo abbiamo venduto ancora mi
sfugge. Credo che fosse per la lontananza e l'impossibilità di dedicarci tutto
il tempo che necessitava. Forse era diventato un pò troppo faticoso gestire
tutto da soli dopo che il contadino che ce lo curava era diventato vecchio e con poche forze da
gestire.
Abbarbicato al
dorso della collina, proteso a sud in modo da massimizzare i vitali raggi
solari, quel piccolo pezzo di terra dominava la vallata a est di Soave,
precisamente a Monteforte d'Alpone. Questa zona del veronese è inzuppata di
vigneti fin dall'epoca del grande impero Romano. Non è un caso che siano
diventati il più grande impero mai conosciuto prima dato che basavano la loro
alimentazione principalmente su frutta, verdura, cereali e pochissimo altro, ma
questo è un mio personalissimo pensiero che non dovete per forza di cose condividere.
Potete capire
quindi perché, fino a qualche anno fa, in questo periodo dell'anno stavo sempre
in trepidazione. Si avvicinava settembre e, per chi come la mia famiglia
possedeva un vigneto, questo significava solo una cosa, La Vendemmia. E se
dovessi definire con una parola il momento magico della raccolta dell'uva, “Divino”
sarebbe sicuramente quella. Ricordo che alcuni amici, pur di entrare nell'elite
dei Vendemmiatori, sacrificano parte delle loro vacanze estive per raccoglier il frutto di Bacco. Sguardo
alto e mani protese verso la vite, come si dovrebbe stare quando cerchiamo di prendere qualcosa di prezioso. E dopo che avrete
letto qui di seguito quello che ho da dirvi sul frutto preferito dagli Dei e
dai SuperEroi, capirete anche per quale motivo molti di loro non ci chiedono
neppure una lira per entrare nell’ingranaggio di raccolta, ma si accontentavano di
una sorsata di mosto e un po’ di vino che ne sarebbe uscito.
Questa festa
divina a cui io e la mia famiglia, il settembre di ogni anno, eravamo invitati,
ci dava la carica per affrontare al meglio il lungo e freddo inverno. Le
sinuose colline veronesi che disegnano il paesaggio, l'aria pulita a far da
contrasto a quella polverosa della città, il ritorno alle primitive origini
vivendo per un'intera settimana senza acqua corrente, energia elettrica e bagno e solo un camino ad illuminare e scaldare la casa. Come se ne avessimo bisogno poi.
Le vibrazioni positive che genera una famiglia riunita sotto lo stesso tetto e il calore che essa emana,
tutti i componenti stretti l'un con l'altro a formare il branco, è qualcosa di
indescrivibile e noi, per rispetto, non lo descriveremo. Quel puttino di poco fa raccoglieva
il mosto che scendeva a rigoli dal tornio pigiato dai suoi fratelli più grandi,
i cosiddetti puttoni. Lui che continuavo a chiederne e, mai sazio, aspettava di
scomparire dalla loro vista per berne altro.
E quello che
fanno i puttini ha sempre senso, anche quando non lo troviamo. Così ora, a
distanza di parecchi anni, scopro un'ulteriore notizia che avvalora la mia tesi
e che spiega alcuni dei miei interrogativi di quel tempo, uno fra tutti:
come mai bastavano quelle semplici cose appena elencate per ricaricare le mie
batterie per così tanto tempo?
La chiamano la
cura dell'uva, o meglio, l'Ampeloterapia.
E' quel periodo
in cui l'uva viene introdotta come alimento esclusivo, o quasi, della propria
dieta. E noi in quella settimana ne mangiavamo davvero una quintalata.
L’obiettivo principale è di disintossicare l’organismo ed eliminare le tossine.
La polpa è leggermente lassativa e quindi, in questo periodo, soprattutto se si protrae tale alimentazione per alcune settimane, va mangiata da sola,
eliminando i semini e la buccia, che invece non lo sono. Oltre a purificare l'organismo, l’uva
contiene un sacco di sostanze benefiche utili al corpo come ad esempio vitamine
del gruppo B (in particolare la vitamina B1, B2 e PP), la vitamina C, ma anche
sali minerali come Potassio, Calcio e Magnesio. I grassi sono invece quasi
inesistenti. Fornisce un discreto apporto calorico con 61 Kcal per ogni 100
grammi, fornito essenzialmente dall’elevata presenza di zuccheri di rapida
assimilazione (glucosio e fruttosio), vera benzina per il corpo ingolfato. Tra
le varie sostanze decantate dell’uva, abbiamo anche il resveratrolo che
migliora la fluidità del sangue riducendo la tendenza delle piastrine ad
aggregarsi, è un ottimo frutto antinfiammatorio e diminuisce il colesterolo. E’
anche ricco di polifenoli che sono antiossidanti naturali, tannini, diversi acidi
tra cui acido tartarico, malico e citrico, oltre alla presenza di una grande
quantità di acqua superiore all’80% del peso del frutto. La durata
dell’Ampeloterapia può variare, ma generalmente è programmata per 3 o 5 giorni e
ripetuta per due volte al mese. Di solito questi 3 o 5 giorni sono seguiti da altrettanti giorni a sola Uva, fichi e Mele. La cura dell'Uva aiuta il nostro
corpo a rimettersi in forma, ha proprietà ricostituenti, rinfrescanti,
disintossicanti dell’intestino, combatte la dispepsia, le emorroidi, la
calcolosi urinaria e delle vie biliari, attiva le funzioni epatiche, facilita
la digestione ed aiuta le cellule a difendersi dai radicali liberi, così come
altre possibili indicazioni sono il trattamento degli stati di stipsi
(stitichezza), periodi di stress psicofisici, patologie reumatiche e gotta.
Insomma, un bisturi a tutti gli effetti, ma senza sala operatoria.
Vendemmiatori di
tutto il mondo unitevi, diciamo grazie alla Vite. Noi lo sappiamo che non
esiste in natura qualcosa che chieda all'uomo più della vite. Ma sappiamo anche che non esiste in natura
qualcosa che dia più della vite.
Ubicazione:
Monteforte D'alpone VR, Italia
Iscriviti a:
Post (Atom)

