Era Febbraio del duemilaeundici
tramontava il sole in quel di Roma
ma un'altra alba era vicina, indi presi la bici
e pelai finchè senza più ossigeno entrai in coma
Mi risvegliai in ospedale con una cuffietta in testa
al mio fianco un'infermiera con il camice rosa
"Ecco si è svegliato, diamo il via alla festa"
disse entusiasta mentre domandavo per cosa
Vino spumeggiante scorreva fiumeggiante
e me ne mettevano un poco in vena
"sicura faccia bene?" avanzai titubante
"ma che dici, bevi, zitto, scorda svelto la tua pena"
Guarii quella stessa notte
e mi fecero uscire dal matto ospedale
ma appena fuori mi riempiron di botte
abituato com'ero, non sentii alcun male
Decisi di cambiare la mia vita in meglio
concentrandomi sul bello che circonda ogni cosa
così avanzai deciso per la lunghezza di un miglio
rincontrando l'infermiera col camice rosa
Voleva curarmi con un'altra iniezione
solo perchè credeva fossi matto
così le feci un bel pernacchione
e fuggii felice in un nulla di fatto
Camminai ancora facendo sbadigli
incontrando gente che vendeva ogni cura
ognuno sibillava con tanto di sonagli
cercando solamente di metter paura
Ma io solitario mi rimisi in cammino
guardando le stelle con gli occhi lucenti
capii soddisfatto il mio ambizioso destino
andare nel mondo a liberare le menti
Intraprendo volenteroso questo nuovo percorso
cosa mi riserba non mi è dato saperlo
forse un pizzicotto oppure un bel morso
so solo che aspetto con ansia di vederlo
Così accendo un fiammifero nel buio della notte
scruto il tuo viso i tuoi occhi e la tua bocca
mi aspetto che arrivi un turbine di botte
invece è la tua mano che dolce mi tocca
Mi sussurri all'orecchio, "finalmente ti ho trovato,
ti ho cercato tanto, oh mio diletto,
perchè ora mi guardi così innamorato
non perdiamo altro tempo su, portami a letto"
Non esistono più le principesse di una volta
per ciò mi invento principe sempre diverso
tu sei così bella simpatica e perfino colta
e nel tuo amore con amore mi riverso
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